L’antico Spedale dei Pellegrini rinasce come spazio espositivo |
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| Domenica 17 Giugno 2012 08:38 |
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In ponte il progetto di ristrutturazione che ne farà un museo. I primi eventi a luglio con mostre di fotografia e scultura tra le sale del palazzo trecentesco. La cultura dell’ospitalità nel Chianti è una tradizione che viene da lontano. E Barberino Val d’Elsa, che non a caso oggi si fregia del marchio di qualità turistico-ambientale Bandiera Arancione, custodisce all’interno delle sue mura uno dei tesori architettonici più antichi e rappresentativi di questa vocazione all’accoglienza. E’ il trecentesco ‘Spedale dei Pellegrini, che dopo alcuni anni di inattività, torna a vivere come spazio espositivo teso alla valorizzazione delle produzioni artistiche contemporanee. Un intervento già realizzato dal Comune, che per un investimento di 40mila euro ne ha risistemato la copertura e le sale interne, renderà possibile già dal prossimo mese la riapertura dell’edificio che si colloca nel cuore dell’antico borgo, affacciandosi con la sua straordinaria imponenza sulla via principale del castello valdelsano. Come molti degli edifici presenti nel borgo, anche il palazzo si lega alla stirpe dei ‘da Barberino’, visto che a costruirlo nel 1365 fu proprio Taddeo, figlio di Francesco da Barberino. Sulla facciata era posizionato il blasone araldico dell’antica famiglia che rappresentava tre tafani e un paio di forbici, emblema riferito ai da Barberino che di mestiere facevano i sarti. E’ conservato anche un epitaffio di Taddeo dichiarava di destinare lo Spedale ai barberinesi. Quest’ultimo funzionava come albergheria al servizio dei viandanti e per molti secoli mantenne questa connotazione.
Negli anni ’60 poi il Comune di Barberino lo acquistò per utilizzarlo come biblioteca e nel 2006 l’amministrazione comunale cominciò a delineare la volontà di intervenire sulla struttura in modo da tradurla in un vero e proprio spazio museale. “E’ un progetto che vorremmo realizzare nel giro di qualche anno - dichiara Patrizia Sollazzi, assessore alla Cultura dell’Unione comunale del Chianti fiorentino Barberino Val d’Elsa – Tavarnelle Val di Pesa -– il progetto è già pronto nella sua versione definitiva e prevede una complessa ristrutturazione del palazzo che si propone di abbattere le barriere architettoniche e ridisegnare gli spazi che avranno una funzione meramente museale, destinati ad accogliere il patrimonio archeologico presente nel territorio”. Per una spesa complessiva, pari a 170mila euro, il progetto elaborato dal geometra Stefano Conforti prevede opere di adeguamento di carattere anche strutturale. “In attesa di mettere in atto l’investimento, che sarà di ampia portata – prosegue l’assessore - cominceremo già da questa estate a riaprire le porte del palazzo per organizzarvi mostre ed eventi di carattere culturale, inauguriamo la prima settimana di luglio con una mostra fotografica di Daniela Corsini, proseguiremo con una personale dello scultore Giorgio Butini”. L’edificio, realizzato in muratura mista costituita da pietra e mattoni, è articolato su due piani, collegati da una scala in pietra serena. Ha una struttura portante che sostiene le capriate di copertura. All’interno le sale sono decorate con dipinti e affreschi del quattordicesimo secolo. Tanti furono gli artisti che a cavallo tra il 1200 e il 1400 furono ospitati nel castello di Barberino tra cui Giotto ventenne che giunse nel 1294 ad affrescare le opere del Beato Davanzato. Anche Andrea da Barberino, il romanziere, autore del “Guerrin Meschino” fece le prime esperienze di narratore di vicende cavalleresche proprio tra le sale dello Spedale dei Pellegrini.
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